L’Euro é riparabile ?

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11 giugno 2014

Osservatorio La Questione Capitale

Le elezioni al parlamento europeo sono ormai passate da un pezzo ma i nodi politici ed economici, proprio per i risultati partoriti, appaiono, oggi, ancora più difficili da sciogliere.

La domanda che l’opinione pubblica si pone é se cosi com’é l’Europa puo’ funzionare e, io aggiungo, i difetti che essa evidenzia ormai da troppo tempo sono riparabili?

La risposta puo’ essere affermativa solo dopo aver risolto le seguenti questioni:

  1. Occorre modificare il trattato di Amsterdam del 1997 dove, su pressione della Germania ed accettazione supina del nostro paese, si decise di costituire un’area monetaria con situazioni economico-finaziarie completamente diverse tra loro nella quale –di fatto- veniva impedito di compensare gli effetti negativi derivanti dall’uso della stessa moneta. Furono introdotti parametri contabili troppo rigidi che finirono per penalizzare tutti gli Stati, sia quelli meno industrializzati (Spagna, Portogallo, Irlanda etc.etc.) che quelli più industrializzati con un alto debito pubblico come l’Italia. In tale situazione il nostro paese non era, non é, né sarà mai nella condizione di fare le riforme attraverso sistemi di detassazione e porre le imprese nella condizione di fare PIL.
  2. Occorre modificare lo statuto della Banca Centrale Europea affinché possa comprare il debito degli stati e fungere da prestatore di ultima istanza. Il paradosso appare del tutto evidente : da un lato la Banca d’Italia ha perso la sua sovranità nazionale non potendo più stampare moneta, dall’altro tale facoltà non é stata assegnata alla BCE. Pertanto, se né quest’ultima né le banche centrali dei vari stati possono stampare moneta comprando il debito chi garantisce il debito stesso ? NESSUNO.

Per l’Italia questa situazione é un cappio al collo che finirà per strangolare l’intera economia del paese. In particolare, senza altri organismi che possono garantire il nostro debito pubblico quest’ultimo può essere difeso solo dal risparmio e dal patrimonio degli italiani : ecco spiegato il motivo per il quale siamo caricati di imposte e tasse eccessive restando imprigionati in un destino di declino e di depressione.

  1. Occorre modificare il Fiscal Compact per evitare che il modello uscito da Amsterdam 1997 sia ancor più punitivo sulle politiche di bilancio degli Stati membri. Il rapporto Deficit-Pil al 3% non può essere mantenuto in presenza di una congiuntura economica debole ed ignorare che la crescita oggi passa attraverso un moderato processo inflattivo che va tenuto sotto stretto controllo.
  2. Occorre permettere alla Banca Centrale Europea di fare più operazioni di liquidità anticrisi riducendo il rapporto di cambio con il dollaro americano. Le recenti misure introdotte da Draghi (riduzione del tasso allo 0,15% e tasso negativo dello 0,10% sui depositi) pur rientrando nelle prerogative della BCE hanno avuto lo scopo di forzare la gabbia che la Germania stava costruendo intorno al Govenatore.

In conclusione, le anomalie dell’Euro sono evidenti e riparabili sul piano strettamente tecnico ma per farlo occorre convincere la Germania ad accettare di modificare le regole del gioco (i trattati) ricordandole che la formazione di un mercato unico Euro-Americano (negoziati TTIP tra UE e USA sono in uno stato molto avanzato) esigerà la inevitabile convergenza tra Euro e Dollaro.

In questa ottica mi sembra urgente che l’Italia si decida ad essere più credibile ed affidabile dandosi più ordine ed efficienza e non continuare a chiedersi se restare acriticamente nell’Euro o uscirne in modo avventuroso senza un piano B. Opinioni ambedue miopi.

11/06/2014