UNIONE EUROPEA: Quale progetto ?

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20 maggio 2014

Osservatorio Sicurezza e Immigrazione

A pochi giorni dal voto, che –peraltro- si annuncia come portatore di una grande delusione, ci si chiedecome possano gli elettori assumere le loro determinazioni di voto non avendo di fronte che delle mere posture ideologiche e delle guerre tra clans. Ventotto dibattiti nazionali non fanno certo un programma per l’Europa. Se l’Unione diventa il luogo delle proteste e delle speranze deluse, se serve quale capro espiatorio per giustificare i fallimenti interni degli stati membri é perché l’ideale che essa rappresenta non é stato tradotto in un progetto chiaro, coerente e comprensibile. Per questo é necessario che abbia uno scopo sul quale i cittadini siano convenientemente informati. All’inizio esso era chiaro e limpido a tutti : assicurare la pace sul continente tramite la condivisione delle materie prime utilizzate durante la guerra come il carbone e l’acciaio.

Dopo di ché ha cominciato ad avanzare a tentoni, quasi alla cieca, senza bussola. Il federalismo poteva essere un orizzonte comune fintanto che il club é stato limitato a sei membri ovvero dodici. A ventotto, con lo stato attuale delle istituzioni, non é né realista né sostenibile. Gli allargamenti successivi, astiosi e mal digeriti, hanno mischiato a tal punto le carte che nessuno sarà in grado rendere i rapporti lineari e accettabili per tutti. Il mercato allargato,l’abolizione delle frontiere, la moneta unica ci sono stati presentaticome dei bonus che ci avrebbero facilitato la vita senza costarci nulla.

Oggi la sola speranza che ha l’Europa é che riconosca i suoi errori. Essa puo’ ritrovare un senso solomettendo al centro del suo progetto tutto cio’ che fino ad ora ha volontariamente ignorato : la difesa dei cittadini europei.

Come?. La risposta mi pare semplice: riconciliando la libera concorrenza con la protezione sociale oggi lasciata alla gestione dei singoli Stati, privilegiando la crescita e l’impiego, difendendo lo spazio comune dalle minacce interne o migratorie, assicurando l’indipendenza e la solidarietà dei suoi membri in materia industriale, energetica e militare.

Fra cinque anni, al momento di recarsi di nuovo alle urne, ogni elettore dovrà poter misurare, in modofinale e definitivo, cio’ che l’Unione é in grado di dare a tutti i suoi abitanti. Se cio’ non sarà possibile il futuro comune verrà definitivamente compromesso.

20/05/2014