La coscienza di …ZENECA

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La coscienza di…ZENECA (Vaxzevria) e il “Bugiardino”

by Pierluigi Palmieri13/06/202100165

Nell’ultima settimana il tam tam mediatico sulla campagna vaccinale ha assunto i contorni della tragicommedia, a causa del continuo “tira e molla” delle apparizioni in TV di medici specialisti in malattie infettive, politici e burocrati della sanità pubblica non ultima la conferenza stampa di Speranza, Figliuolo, Locatelli e Brusaferro. Hanno detto di tutto ed il contrario di tutto  sul più chiacchierato dei vaccini messi in circolazione dall’inizio della Campagna per combattere il Covid19 e le sue maledette varianti.

Ad elevare il livello dell’attenzione su Astra-ZENECA, già in precedenza sottoposto ai più svariati e contraddittori giudizi, il caso  di Camilla Canepa, la diciottenne che, dopo aver partecipato all’open day di Genova, è morta per le complicazioni post- vaccinali.  In moltissimi interventi ho colto un malcelato senso di imbarazzo nel rispondere alle domande dei giornalisti di turno. Le teorie più svariate sul rapporto “costi benefici” dell’uso di Astra-Zeneca sono tutte condizionate dalla necessità di non mettere in discussione la campagna vaccinale. Ma, quando si tratta di entrare nel merito delle modalità da seguire nel prossimo futuro, gli interventi finalizzati a fornire i chiarimenti e le rassicurazioni lasciano nell’ascoltatore quasi sempre più dubbi di quanti ne avesse in precedenza.

Ora , non senza precisare che sono un super convinto “pro-vax”,  non voglio usare il qualunquistico senno del poi, ma voglio fare una riflessione che mi sembra abbastanza lineare

Tutti noi, chi più chi meno, ci ritroviamo spesso a maneggiare le scatole di farmaci o prodotti similari che riportano sempre in bella evidenza la fatidica frase “leggere attentamente il foglio illustrativo”,  il cosiddetto “bugiardino”, contenente le informazioni sul prodotto. Ma di solito non lo leggiamo e credo che il motivo stia nel fatto che ci fidiamo del medico che ce l’ha prescritto (di fiducia appunto).  Anche per il vaccino ci siamo fidati, a maggior ragione perché raccomandato dal Comitato Tecnico Scientifico, e avallato da sigle insospettabili come AIFA e EMA. Ma questa volta la lettura, mirata al chiarimento del bugiardino di Vaxzevria (è il vero nome del farmaco di Astra Zeneca) mi ha fatto sobbalzare. Ho rilevato che, pur avendo subito numerose integrazioni in termini di effetti indesiderati da marzo ad oggi, la precisazione che esso “viene somministrato ad adulti di età pari o superiore a 18 anni, il due giugno  è  stata sostituita con “Vaxzevria non è raccomandato nei bambini di età inferiore a 18 anni.  Credo di non essere il solo a restare perplesso  di fronte alla recenti apparizioni televisive di clinici e accademici del calibro di Antonella Viola e di Massimo Galli, che sconsigliano di iniettare Astra Zeneca al di sotto dei sessant’anni. Arrivano poi le  decisioni sia a livello  nazionale che regionale di sospendere l’inoculazione  di Vaxzevria a smentire la prassi seguita fino ad oggi anche per chi ha ricevuto già la prima dose.

Ora visto che nel mese di maggio, appena trascorso,  gran parte del personale scolastico ha ricevuto la seconda dose con casi di intolleranza riscontrati in percentuali minimali, viene spontaneo domandare se la tragica vicenda di Camilla, come pure quella di Cinzia Pennino, l’insegnante di Palermo anch’essa purtroppo vittima del vaccino, non siano conseguenza di una lettura superficiale del “bugiardino”. Questo prevede sì, come ho sottolineato più sopra, la somministrazione agli over18, ma segnala anchetra gli altri effetti indesiderati, coaguli di sangue “associati a bassi livelli di piastrine nel sangue”.  Camilla era affetta da “piastrinopenia immune per ereditarietà” e assumeva farmaci ormonali

L’obesità   invece, la patologia di Cinzia, non è ancora oggi inserita nel bugiardino come ostativa all’inoculazione dell’Astra Zeneca, ma rientra tra i mtivi del divieto all’inoculazione fissati dall’EMA . So bene che con la morte non si scherza, ma se all’inizio ho parlato di tragicommedia   è perché le cronache hanno sottolineato che, cinque giorni prima della vaccinazione la giovane insegnante era stata respinta dalla hub e che  la valutazione del medico di turno era stata fatta “a occhio nudo”.  Vaxzevria è passato quindi da prodotto della più altra ricerca scientifica e tecnologica  al più umano e fallibile occhio clinico. Ma le  tragedie della ragazza e dell’insegnante potevano essere evitate.

A prescindere dagli aspetti legati alla competenza e alla responsabilità dei singoli protagonisti il sistema sanità nella sua globalità manifesta, con crescente evidenza, incertezze e contraddizioni caratteristiche di una condizione psichica ai limiti. Mi torna alla mente il protagonista del romanzo di  Italo Svevo  che si chiama Zeno, il quale  vuole sempre analizzare le cose della vita e svelarne l’arcano, ma è definito dallo stesso autore capace di dire “tante verità e tante bugie”. Zeno è  un narratore non attendibile non si è mai sicuri che quello che racconta e  le sue interpretazioni dei fatti corrispondano alla realtà. Su di lui incombe un costante problema di “coscienza”, e ciò non lo aiuta a superare la sua proverbiale inettitudine. Il Sistema Sanità non è un romanzo e Zeneca, nonostante la radice comune ,  è una realtà dalla quale il fantasma di Zeno deve essere scacciato.

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